Dicono di EasyPop

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La Pop art che fa ironia e diventa “easy”. Intervista a Roberto Mazzeo

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Spesso l'arte contemporanea è difficile da comprendere. L'obiettivo del progetto Easypop è di rendere il più semplice possibile l'interazione tra opere e fruitore

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Easypop si presenta come un progetto utopico, surreale, che vuole mettere in evidenza la banalità della realtà in cui viviamo, ambendo alla fama e abusando di immagini popolari per rappresentarne la superficialità. Immagini familiari e scritte ironiche, a volte ciniche, si uniscono in collage che vogliono stimolare l'osservatore a riflettere. Easypop si propone quindi come un tentativo di rendere accessibile a tutti l'arte contemporanea. Ma è Roberto Mazzeo, fondatore del progetto, a spiegarci perché crede in questo progetto.

Da dove nasce Easypop e quale obiettivo si prefigge?

Il progetto Easypop nasce dalla passione e dalla curiosità nei confronti dell'arte, soprattutto moderna e contemporanea. Sono sempre stato affascinato dalla capacità umana di trasmettere le proprie emozioni, le ricerche interiori, il rappresentare i disagi e le storture del nostro vivere ed anticipare la visione del futuro che verrà. Pur non avendo studi specifici ho sempre avuto dentro di me la spinta a conoscere ciò che dovrebbe, evidentemente, essere quel veicolo che ci traghetta verso il domani, che approfondisce la ricerca su noi stessi e sulla nostra evoluzione. Il progetto è nato per gioco, ero attratto dalla produzione Neo Pop soprattutto italiana. Consapevole che su tela e anche intorno ad essa è stato raffigurato praticamente tutto, mi son chiesto cosa avrei potuto dire io di originale ed ho provato a fare un tentativo. 

Come hai cominciato?

Il Neo Pop mi stimolava perché con l'utilizzo di immagini popolari, icone, cartoons, utilizzati come tools predefiniti, era come avere una scatola di Lego davanti e, come facevo da piccolo, ho iniziato ad assemblarli. Associando queste immagini ad opere di artisti famosi, sprattutto di arte moderna, i dipinti tentano di stimolare la curiosità con ironia, di catturare lo sguardo sia degli appassionati che chi di arte non ne sa nulla o poco più. Gioco, ironia, ma anche opere a volte ciniche che attraverso il logo (smile) scelto appositamente banale, si fa beffa della stessa opera o addirittura dell'osservatore, assumendo un ruolo sempre diverso nella rappresentazione. Il concetto inoltre che cavalca Easypop è: se ormai fare arte oggi significa stupire, far parlare di se, adottare strategie di marketing su se stessi, perché non far parte del gioco con la dovuta autoironia?.

Chi c'è dietro Easypop?

Fondamentale all'avvio di quest'avventura è stata l'intesa e l'inizio di collaborazione con un mio amico che ben volentieri ha deciso di seguire le mie idee. In seguito si è unita anche un'altra amica anche lei entusiasta di partecipare. In definitiva, Easypop è composto da tre persone che apportano le loro qualità specifiche al progetto.

In un momento in cui la cultura in Italia è in piena crisi, qual è la via da intraprendere?

Il ruolo della scuola è naturalmente fondamentale ed è scontato dirlo, quanto è inevitabile sottolinearlo. Poi, finchè non si capirà che l'arte e la cultura in generale sono la linfa del nostro paese e che gestendola al meglio può produrre benefici economici, non usciremo fuori da questo tunnel. Cultura e denaro sembrano due parole dissonanti dette insieme, ma senza gli opportuni investimenti nulla mai cambierà.

In una società in cui conta sicuramente più la forma rispetto al contenuto, è giusto sfruttare la superficialità diffusa pur di emergere?

Si dice che non deve essere l'arte ad avvicinarsi al pubblico ma che il pubblico si debba elevare culturalmente per comprenderla. La domanda che mi pongo è: come iniziare ad avviare questo processo? Ad esempio con una ben gestita produzione artistica facile ed ammiccante, si può giungere ad un' eventuale crescita individuale. Al contrario, se non l'arte rimane fine a se stessa il risultato rimarrà unicamente effimero. Inoltre penso che nell'arte, come nella musica, nel cinema, nel teatro, esistano realtà dal contenuto cosiddetto "leggero", in grado di proporre una esiti divertente ed ironici, mantenendo comunque in secondo piano un messaggio critico.

Come si evolverà Easypop e quali sono i prossimi impegni?

Continueremo a percorrere la strada scelta e a pescare tra le mille immagini disponibili per ottenere gli accostamenti più divertenti e che abbiano un senso logico. In parallelo stiamo già realizzando una serie di dipinti incentrati soltanto sul logo. Sarà lo smile di Easypop il protagonista assoluto che con il suo faccione sorridente giocherà tra autocelebrazione, critica del mercato dell'arte e le contraddizioni del nostro tempo. Come programmi futuri, oltre a partecipare a varie collettive, stiamo cercando di organizzare qui a Roma un'esposizione di pop art coinvolgendo anche qualche amico professionista. Segnalo il gruppo su Facebook Art-Trite in cui sono coinvolto e dove in maniera anche divertente parliamo d'arte e, tra artisti di tutta Italia, scambiandoci opinioni su questo mutevole mondo.

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Easypop è un pensiero utopico, surreale, che vuole mettere in evidenza la banalità della realtà che viviamo ormai fatta di immagine e superficialità

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